Tra Cosenza e l'altopiano della Sila si stende la Presila cosentina, una fascia di colline punteggiata di piccoli borghi, boschi e coltivi, che fa da cerniera tra la valle del Crati e la montagna. Paesi come San Pietro in Guarano, Lappano, Rovito e Celico condividono una storia comune, intrecciata da secoli con quella della città. Conoscerla aiuta a guardare con occhi diversi i vicoli e le piazze che si attraversano durante il soggiorno.
Un territorio dalla valle alla montagna
Il comune di San Pietro in Guarano è un buon esempio di cosa sia la Presila. Il centro abitato sta oltre i 600 metri di quota, ma il territorio comunale scende verso la valle del Crati e sale fino all'altopiano silano, toccando con Monte Scuro, a 1.633 metri, una delle cime della Sila. Oltre al capoluogo ci sono le frazioni di Padula, San Benedetto e Redipiano, insieme a diversi piccoli nuclei sparsi.
Il centro storico è descritto dal catalogo dei beni culturali come un borgo di crinale: sorge su uno sperone delimitato da corsi d'acqua a carattere torrentizio, con un andamento del terreno vario, fatto di salite, scalinate e scorci improvvisi. È da questa posizione che nasce la vista aperta sulla vallata e sulla città di Cosenza che si gode anche da Home Igino&Rose.
Origini antiche e i Casali di Cosenza
Secondo gli studi riportati dal catalogo del Ministero della Cultura, il primo nucleo abitato risalirebbe all'epoca delle colonizzazioni romane, nel II secolo a.C., con ritrovamenti archeologici nella zona delle Vigne, e il paese si sarebbe sviluppato ulteriormente nel X secolo. I proprietari della casa amano ricordare che le origini del borgo risalgono a circa l'anno 800: in ogni caso, si parla di oltre mille anni di storia.
San Pietro in Guarano è uno dei cosiddetti Casali di Cosenza: centri sorti, secondo la tradizione, come luoghi di rifugio per gli abitanti della città durante le incursioni saracene, e rimasti a lungo legati amministrativamente a Cosenza. Il passaggio da casale a comune avvenne tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento, al tempo della Repubblica Napoletana e del successivo riordino amministrativo francese.
Anche l'Ottocento ha lasciato il segno. Le cronache ricordano che nell'ottobre del 1806, durante l'occupazione francese, il brigante noto come Francatrippa guidò un attacco al paese con alcune centinaia di uomini, mettendo in fuga le truppe francesi: un episodio che racconta bene quanto fossero turbolenti quegli anni nelle campagne calabresi.
Il nome e le chiese del borgo
Il nome unisce due elementi. La prima parte viene da San Pietro Apostolo, patrono del comune. Per la seconda, Guarano, gli studiosi propongono un'origine dal nome personale latino Aquarianus o Equarianus, oppure dal termine aequalanus, cioè mezzadro: un'ipotesi che rimanda alla vocazione agricola del territorio.
Passeggiando nel centro storico si incontrano le due chiese principali. La parrocchiale di Santa Maria in Gerusalemme, dedicata alla patrona del paese, conserva un altare barocco settecentesco proveniente dalla cattedrale di Cosenza e un crocifisso ligneo del Cinquecento. La chiesa di San Pietro ha un soffitto ligneo a cassettoni in stile barocco e un portale in pietra datato 1605.
Leggere il borgo oggi
La storia della Presila non si visita in un museo: si legge nei portali in pietra, nell'impianto dei vicoli che segue il crinale, nel rapporto stretto con Cosenza che si vede, letteralmente, dalla finestra. La casa si trova in un rione tranquillo a poche centinaia di metri dal centro: una passeggiata basta per arrivare alle chiese e alle piazze del paese. Per proseguire il racconto, leggi la guida su cosa vedere a San Pietro in Guarano e quella sul centro storico di Cosenza, la città a cui il borgo è legato da sempre.
Dormire in un borgo della Presila
Una villetta indipendente a poche centinaia di metri dal centro di San Pietro in Guarano, con vista sulla vallata. Verifica la disponibilità.